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Uomo e dintorni: la tecnica. Internet e cibernetica

Tre giorni Studio 2014 allo STI

Si è svolta nei giorni 11, 13 e 14 di novembre la Tre GiorniStudio, organizzata dallo Studio Teologico Interdiocesano e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Fossano sul tema Uomo e dintorni. L’uomo e la tecnica: internet e cibernetica. Obiettivo di questa Tre Giorni è stato quello di approfondire le grandi tematiche contemporanee delle complesse relazioni e interrelazioni tra l’uomo, l’umanità e le tecniche, le tecnologie.
 
Il relatore della prima conferenza, professor Vittorio Marchis, docente di Storia della scienze presso il Politecnico di Torino, ci ha introdotti a un confronto storico tra la tecnica e la cultura umana, osservando le implicanze e la conseguente necessità che viene ad istituirsi tra l’uomo e la tecnica, la quale si sta alienando rispetto al suo creatore umano. Il professor Marchis ha evidenziato la mutazione in corso nel nostro genere umano, che sta generando grandi processi di cambiamento per via delle incalzanti innovazioni tecnologiche. Fino a quando l’homo sapiensreggerà questo ipersviluppo?
 
Nella seconda giornata don Oreste Aime, docente presso la Facoltà Teologica di Milano per la sezione di Torino, ci ha sottolineato la prospettiva antropologica e filosofica della questione, facendo emergere soprattutto le riflessioni e le provocazioni che ci vengono da filosofi e studiosi del ventesimo secolo e del nostro millennio. Il professore Aime, con estrema chiarezza e profonda preparazione, ci ha guidati in una conferenza di ampio respiro, la quale ci ha lasciati con la provocazione, diretta al nostro studio teologico, proposta da Longo nel suo ultimo libro, Il simbionte: “Delegando, come stiamo facendo, l’uso della nostra razionalità agli strumenti, acceleriamo la scomparsa della scienza a favore della tecnica. D’altra parte questa delega appare inevitabile”.
 
Artificiale e naturale, ormai sono difficili da disgiungere. Pensiamo semplicemente a strumenti medici che abitano il nostro corpo, oppure pensiamo agli hard disk dei nostri computer che rappresentano in parte la nostra memoria, con le migliaia di foto digitali, centinaia di bytes occupati da filmati, facebook, skype, sponsor, eccetera, oppure alla rubrica dei nostri telefonini, che rappresenta la nostra rete di amici. E dico “rete”, come la rete internet…
 
Ed è stata proprio la rete internet, la cibernetica, la tecnica applicata ai nuovi mezzi di comunicazione l’argomento dell’ultima giornata. Padre Paolo Benanti, frate francescano e docente di Teologia Morale alla celebre Pontificia Università Gregoriana di Roma, ci ha calati in questa difficile questione, spinosa e complessa, sebbene affascinante e ricca di potenzialità, eppure irreversibile e ormai sfuggita al nostro controllo. Padre Paolo ci ha esposto un’ampia e dinamica lettura della situazione, concentrandosi sui dati multimediali, sui social networks, sulle implicazioni economiche e finanziare di tutto questo mondo ipertecnologico.
 
            Come conciliare questi violenti cambiamenti nella nostra realtà e nella nostra vita, cambiamenti nei quali tutti siamo coinvolti, con la nostra libertà umana? Come può rispondere la Teologia? Cosa può dire la Morale? Cosa può dire il Cristianesimo in questo mondo che, seppure ipercomodo e ipertecnologico, ci appare sempre meno umano e sempre più robotizzato e tecnocratico? Quale parola il Vangelo di Gesù Cristo può ancora dire a tutti noi coinvolti in questa macchina tecnologica che ci coinvolge in ogni secondo della nostra vita?
Questo il pesante onere che la Tre Giorni di Studio ha lasciato a noi studenti, ai docenti e a tutti coloro che sono convenuti a queste tre giornate, ricordandoci che questa è la nostra sfida: testimoniare la Fede Cristiana abitando questo mondo.
 
28 novembre 2014

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