Cristiani in Medio Oriente: quale futuro?

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Cristiani in Medio Oriente: quale futuro?

Inaugurazione Anno Accademico 2013-2014 dello Studio Teologico Interdiocesano

In un clima tipicamente autunnale, martedì 8 ottobre, si è svolta la giornata inaugurale dell’Anno Accademico 2013-2014, presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Fossano; la prolusione è stata tenuta da un fossanese, ex-alunno dello stesso STI, Sua Eccellenza rev.ma l’arcivescovo mons. Giorgio Lingua, nunzio Apostolico in Giordania e Iraq.
Dopo aver prestato servizio nelle nunziature di Niger, Costa d’Avorio, Stati Uniti, Serbia, Italia e nella Segreteria di Stato è stato consacrato vescovo il 9 ottobre 2010 e nominato nunzio apostolico in Giordania ed Iraq.
Mons. Lingua ha iniziato con una prima rapida panoramica del vasto mosaico religioso presente in Medio Oriente riferendosi alla conferenza di Amman, tenutasi nel settembre del corrente anno, convocata dal re di Giordania, incentrata sulla presenza antichissima del cristianesimo nel Medio Oriente e occasione di messa in evidenza della difficile situazione attuale.
Si è poi focalizzato sulla situazione irachena, in cui è chiamato a svolgere il suo ministero, evidenziando la ricca e varia presenza cristiana in quella terra, che vide l’annuncio del Vangelo già nel I secolo ad opera dell’apostolo Tommaso.
Mons. Lingua giunse a Bagdad nei giorni immediatamente successivi all’attentato alla cattedrale siro-cattolica dove persero la vita diverse persone e due sacerdoti. Visitando il luogo di culto ferito dalla violenza degli attentatori colse un segno quasi profetico: nel battistero si stava celebrando il battesimo di un bambino, segno della vita che continua nonostante la violenza ed il sangue versato. Questa è una significativa immagine del contesto in cui si trovano immerse le varie comunità cristiane, che non sono vittime di una vera e propria persecuzione ma piuttosto di discriminazioni ed isolamento sociale. Da qui la necessità di una collaborazione di tutte le autorità cristiane e islamiche per una obiettiva educazione, che tenga in considerazione la presenza cristiana in tale terra, il riconoscimento dei diritti civili e di cittadinanza pieni e promozione di occasioni lavorative per le minoranze cristiane, tutto ciò per favorire una permanenza sul territorio nativo.
Lasciando da parte pessimismi e rassegnazione, mons. Lingua ha preferito domandarsi quale sia il messaggio che Dio vuole comunicare attraverso questi segni di violenza e attraverso la variegata compagine ecclesiale; citando l’esortazione post-sinodale in occasione del sinodo dei vescovi per il Medio Oriente, ha sottolineato tre grandi obiettivi:
- maggiore comunione tra le chiese cristiane e l’impegno del gareggiare nello stimarsi a vicenda (come esorta San Paolo nella Lettera ai Romani );
- andare oltre le differenze e sottolineare gli elementi comuni nella fede in Gesù di Nazareth;
- superare la logica del sospetto che pervade le relazioni tra cristiani e musulmani.
Segni di vitalità sono le presenze di varie congregazioni e ordini religiosi impegnati in servizi caritativi, che vanno dall’assistenza sanitaria all’istruzione universitaria, che rappresentano una ricchezza per tutta la popolazione civile.
La mattinata è poi culminata nella celebrazione eucaristica presieduta da mons. Lingua, nella cappella del seminario, con i vescovi delle nostre diocesi, i sacerdoti docenti e gli alunni. Nell’omelia mons. Lingua ha regalato a tutti noi tre spunti per il nuovo anno accademico, ovvero la bellezza di arrendersi alla chiamata e al disegno di Dio su ciascuno, la speranza di saper rimanere nonostante le varie cadute sul cammino iniziato ed infine il discernimento della volontà di Dio nel momento presente, accantonando l’ansia del riuscire in tutto per puro nostro compiacimento. Punti chiari e preziosi che orientano il cammino, personale e comune, di questo nuovo anno.


22 ottobre 2013
Maurizio Penna

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